PSICOLOGIA PERINATALE: l’importanza di uno sguardo attento e di una cura speciale intorno all’evento nascita


Cosa è la psicologia perinatale

Per affrontare questo tema partiamo innanzitutto da una definizione tecnica: la psicologia perinatale è quella branca della psicologia che si occupa di salute mentale in epoca perinatale, ovvero nel periodo compreso tra il pre-concepimento e i primi anni di vita del bambino.

Questa definizione sottende già, di per sé, una serie di concetti molto ampi e affatto scontati. Nell’immaginario comune molto spesso ci si immagina che una coppia desideri un figlio, di conseguenza generi un figlio e, a quel punto, cresca un figlio. La realtà non è spesso così semplice e lineare, ma ben più complessa e ricca di sfumature: non sempre c’è una coppia, non sempre c’è un desiderio, non sempre c’è un figlio; invece, ciò che è certo è che, anche qualora si verifichino certe auspicabili condizioni, è sicuramente molto difficile desiderare, aspettare, partorire e crescere un figlio.

Per cercare di rendere più chiara questa definizione, cito alcuni dei temi ritenuti importanti in perinatale, senza tuttavia la pretesa di risultare esaustiva:

  • Sterilità, infertilità;
  • Aborto, lutto perinatale;
  • Interruzione volontaria di gravidanza;
  • Ansia, panico, depressione e disturbo ossessivo compulsivo in gravidanza e nel post partum;
  • Pensieri intrusivi e paura di fare male al bambino;
  • Depressione post partum paterna;
  • Paura del parto (tocofobia);
  • Fatica nell’allattamento;
  • Disturbo post traumatico da stress correlato al parto;
  • Psicosi puerperale;
  • Disturbo nella relazione mamma – bambino;
  • Disturbo di adattamento, ovvero una fatica della mamma e/o del papà ad adattarsi ad un evento così sconvolgente come la nascita di un figlio.

Perché è importante occuparsi di questa fase della vita

Negli ultimi anni, si è posta in tutto il mondo una crescente attenzione al tema della salute mentale in epoca perinatale; la dottoressa Brenna sostiene addirittura che oggi sia impossibile non occuparsi di perinatale (Brenna, 2025).

Un articolo pubblicato dalla Cambridge University Press nel 2015 suggerisce che la salute in epoca perinatale dovrebbe essere un affare di tutti (Ayers, Shakespeare, 2015).

A tal proposito, l’articolo in questione cita una serie di ragioni: in prima battuta, l’ormai nota correlazione tra salute mentale della madre in epoca perinatale, salute del feto prima e relazione caregiver(s) – bambino in seguito. Ovvero, prendersi cura della mamma e del papà in epoca perinatale predice una maggiore salute del bambino e una migliore qualità della relazione tra il neonato e i suoi caregivers.

Citando l’ordine degli Psicologi del Piemonte, “nelle circostanze fisiologiche e in quelle patologiche, ma soprattutto in tutte quelle situazioni intermedie, che si situano lungo un continuum di disagio, l’intercettazione precoce e gli interventi tempestivi, a volte anche brevi, ma attuati al momento opportuno in integrazione multiprofessionale, risultano fare la differenza o essere determinanti per gli sviluppi successivi di relazioni favorevoli e di salute” (Ordine Psicologi del Piemonte, 2024).

L’articolo di Ayers e Shakespeare suggerisce una seconda ragione che sostiene l’importanza della psicologia perinatale: il fattore economico. Recenti analisi economiche evidenziano infatti come il costo pubblico legato al mancato trattamento della salute mentale delle famiglie in attesa sia molto elevato, rispecchiandosi soprattutto in conseguenze di salute avverse per il bambino.

Infine, gli autori citano un terzo fatto: non occuparsi di salute mentale in epoca perinatale avrebbe anche delle conseguenze sociali e, se vogliamo, politiche. Per una donna può essere infatti molto difficile lavorare in questa fase di vita; può inoltre essere difficile per entrambi i genitori riuscire a ricavarsi degli spazi personali che definiscano la loro identità a prescindere dalla genitorialità. Questo crea una situazione che rende difficile sentirsi soddisfatti e gratificati della propria vita, con conseguenze su sé stessi, sul bambino, sulle dinamiche familiari e via dicendo. Sempre più attivisti si muovono per richiedere al governo maggiori forme di sostegno alle famiglie, maggiori servizi, maggior attenzione. Insomma, se prendiamo per buono il proverbio “per crescere un figlio ci vuole un villaggio”, dobbiamo prendere atto del fatto che oggi questo villaggio non c’è, e il fatto è grave. E allora, c’è bisogno di una rivoluzione sociale e culturale, che avrebbe un impatto positivo su benessere dei bambini, benessere delle madri e dei padri, occupazione femminile (Di Loreto, 2025).

Insomma, citando di nuovo l’Ordine degli Psicologi del Piemonte “è ormai nota l’importanza di interventi preventivi, protettivi e curativi dal momento del pre-concepimento fino ai due anni di vita del bambino, i quali hanno un effetto importante a medio e lungo termine sulla salute di madre e bambino, ma anche ad ampio raggio sulla famiglia, la comunità e le generazioni future”.

Interventi di Psicoterapia in perinatale

Gli interventi possibili in perinatale sono tanti; essendo relativamente recente l’attenzione posta all’epoca della perinatalità, c’è ancora molto da fare in termini di ricerca scientifica ma, il movimento che c’è stato intorno a questo tema negli ultimi anni da parte di sanitari, ricercatori, attivisti …. lascia ben sperare.

Ad oggi, alcuni studi hanno per esempio dimostrato l’efficacia della psicoterapia psicodinamica nel trattamento della depressione post-partum materna (Valverde et al., 2023).  Efficaci e all’avanguardia si sono mostrate anche diverse modalità di intervento come il supporto telefonico tra pari sempre sulla depressione post partum materna (Denis CL., 2003). Sono inoltre sempre più studiate e sperimentate modalità di intervento che prevedano l’uso della tecnologia (AI, chatbot – si veda ad esempio McAlister et al., 2025) al fine di superare ciò che sono le barriere all’intervento in questa specifica fase della vita, ovvero la fatica a presentarsi fisicamente in seduta nonché lo stigma sociale che si associa ad un evento come la nascita.

La psicoterapia cognitivo – comportamentale si è dimostrata efficace nel trattamento della depressione post partum (Sockol, 2022), nel trattamento del disturbo d’ansia generalizzata (Green et al., 2020) e dei sintomi ossessivi (Chalacombe, Salkovskis, 2011) in gravidanza e nel puerperio, nel supporto a madri con diagnosi di disturbo borderline di personalità (Wilson, Donachie, 2018).

Ciò non toglie l’importanza di una formazione specifica per il professionista che si occupi di tali temi, rappresentando la fase perinatale un momento unico, specifico e complesso. Infatti, come sottolinea la dottoressa Bramante (2025), si tratta dell’unica situazione in cui abbiamo davanti due se non tre pazienti contemporaneamente.

Il mio contributo

Ho iniziato negli ultimi anni ad appassionarmi a questo ramo della psicologia, seguendo sempre più corsi specializzanti e professionalizzanti sul tema, leggendo libri e aggiornandomi sulla ricerca scientifica, arrivando giusto in questi giorni ad iscrivermi ad un master in psicologia e psicopatologia perinatale. Mi occupo di psicologia e psicoterapia in epoca perinatale nel mio studio privato a Mozzo, proponendo:

  • Interventi di sostegno psicologico individuale;
  • Interventi di sostegno alla coppia;
  • Interventi di assistenza domiciliare (qualora possibile).

E’ possibile portare con sé durante le sedute il/la neonato/a, si garantisce per quanto possibile flessibilità del setting (ad esempio, si può pensare a degli interventi online), in generale l’ottica è quella di mettere chiunque nella condizione di accedere al servizio (sempre e comunque concordando qualsiasi cosa, nell’ottica di rimanere nei limiti delle possibilità di tutti).

In futuro spero di fare e poter fare ancora di più in questa direzione, è un ambito ricco, doloroso, affascinante, nuovo, che ha tanto bisogno del contributo di tutti! Ciò che spero, soprattutto, è che ci sia un movimento da parte di tutti che miri sempre più alla prevenzione e sempre meno al trattamento della psicopatologia.

Bibliografia

BIBLIOGRAFIA

  • Brenna V. (27/10/2025). Open day del master proposto da Giunti Psicologia.io in Psicologia e Psicopatologia Perinatale
  • Ayers S., Shakespeare J. (2015). Should perinatal mental health be everyone’s business? Published online by Cambridge University Press:  18 June 2015\
  • Ordine degli Psicologi del Piemonte (2024). Documento perinatale consulta.
  • Di Loreto C. (2025). Il viaggio del papà. red!
  • Sockol L. E. (2022). Cognitive Behavioral Therapy for Perinatal Depression. Published online by Cambridge University Press:  06 January 2022
  • Green M. S., Donegan E., McCabe R. E., Streiner L. D., Agako A., Frey B. N. (2020). Cognitive behavioral therapy for perinatal anxiety: A randomized controlled trial. Australian & New Zealand Journal of Psychiatry, Volume 54, Issue 14
  • Challacombe F. L., Salkovskis P. M. (2011). Intensive cognitive-behavioural treatment for women with postnatal obsessive-compulsive disorder. Behaviour Research and Therapy Volume 49, Issues 6–7, June 2011, Pages 422-426
  • Wilson H., Donachie A. L. (2018). Evaluating the Effectiveness of a Dialectical Behaviour Therapy (DBT) Informed Programme in a Community Perinatal Team. Published online by Cambridge University Press:  25 January 2018
  • Bramante A. (27/10/2025). Open day del master proposto da Giunti Psicologia.io in Psicologia e Psicopatologia Perinatale

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